Qual è il primo fumetto che vi viene in mente se vi dico Paperino?
Io non devo nemmeno pensarci.
Per me ci sono quelle immagini un po' sbiadite dei fumetti che leggevo da bambina. Paperino, Paperone, Qui, Quo e Qua. Personaggi che conoscevo così bene da non aver bisogno di presentazioni.
Non avrei mai pensato che uno di loro sarebbe finito, molti anni dopo, su un tavolo del mio studio.
È curioso come funzionano i ricordi.
Non abbiamo bisogno di andare a cercarli.
A volte arrivano loro.
Basta un'immagine, una canzone, un profumo, una frase.
E improvvisamente non siamo più esattamente la persona che siamo oggi.
Per qualche secondo torniamo indietro.
È forse anche per questo che il collage mi rappresenta così tanto.
Perché il collage nasce dai frammenti.
Non parti necessariamente da una tela bianca.
Parti da qualcosa che esiste già.
Un'immagine che qualcuno ha creato.
Una parola che qualcuno ha scritto.
Un personaggio che tutti conoscono.
E lo porti altrove.
Fuori contesto.
Lo metti vicino a qualcosa di completamente diverso.
E improvvisamente cambia significato.
Forse facciamo la stessa cosa con la nostra identità.
Ci portiamo dietro pezzi della bambina che siamo state, della ragazza che eravamo, delle donne che abbiamo incontrato, dei luoghi in cui siamo state, delle scelte che abbiamo fatto.
Alcuni li conserviamo.
Alcuni li abbandoniamo.
Alcuni tornano quando meno ce lo aspettiamo.
E continuiamo a ricomporci.
Forse Alter Ego nasce anche da qui.
Dalla curiosità di capire quante versioni di noi possono convivere nella stessa persona.
E dalla possibilità di non doverne eliminare nessuna.
Anche quella bambina che leggeva Paperino può stare lì.
Accanto alla donna che oggi crea collage.
Non è un ritorno indietro.
È semplicemente un altro frammento che torna al suo posto.
E tu?
C'è un'immagine, un personaggio, una canzone dell'infanzia che ogni tanto torna a cercarti?
Qualcosa che pensavi di aver lasciato indietro e che invece è ancora lì, in qualche angolo di te?
Forse non è nostalgia.
Forse è un frammento che non hai ancora trovato il modo di portare nel presente.
Il collage mi ha insegnato che non dobbiamo scegliere tra chi eravamo e chi siamo diventate.
Possiamo tenerle tutte.
La bambina che leggeva Paperino.
La ragazza che sognava.
La donna che costruisce, ogni giorno, qualcosa di suo.
Sono tutte parte della stessa composizione.
E quella composizione sei tu.
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